Ultimo Urlo - Inviato da: sabmanca - Lunedì, 16 Novembre 2009 14:45
L'associazione parrocchiale è vicina e solidale alla prof. Angela Di Nanni riconoscendo la sua dirittura morale, le provate doti da educatrice e stimandone l'onestà intellettuale e culturale
Storia di Trani
 
  
 

Fu Tirreno, figlio di Diomede, re di Argo ed eroe della guerra di Troia, a fondare il primo centro urbano tra le nostre campagne. Ma è nella Tabula Peutingeriana, itinerario romano del III o IV secolo d.C., che si ritrova la presenza di Trani proprio con il nome di Turenum. Vi sono anche tracce di un probabile passaggio di San Pietro (nel 44 d. C.) e dell'imperatore Marco Aurelio (nel 177 d.C.) per i nostri territori, oltre alla presenza dei vescovi Redento e Magno, che moriranno martiri.

Nel IX secolo d. C., con la distruzione di Canosa dell'813 ad opera dei Saraceni, Trani comincia a ricoprire un ruolo importante poiché i Longobardi trasferiscono qui il loro gastaldato. Essi la fortificarono, erigendo mura ed aprendo le famose quattro porte: Porta Vassalla, Porta Vetere, Porta Nova e Porta Antica (o Aurea), l'unica ancora esistente. Il loro dominio fu breve. Essi furono spodestati prima dai Saraceni, e poi dai Bizantini. Questi ultimi, restando per circa due secoli, svilupparono l'attività commerciale attorno al porto e diedero quella floridezza economica da tutti conosciuta alla fine del primo millennio.

L'indebolimento del governo bizantino, e la eccezionale posizione strategica, permisero a Trani di godere ampia autonomia, sfruttando al massimo ricchezze e profitti derivanti dai traffici via mare con l'Oriente. Questa grande libertà acquisita, le permise di darsi norme e regolamenti che portarono poi alla promulgazione nel 1063 degli Statuti Marittimi, primo codice di diritto della navigazione di tutto il Medioevo. La floridezza economica continuò anche sotto i Normanni, ai quali i Tranesi opposero una incredibile resistenza che si concluse nel 1073 con la definitiva resa a Roberto il Guiscardo.

Anche le successive Crociate contribuirono a dare un notevole sviluppo ai commerci con Venezia e con l'Oriente, facilitando nel XII secolo la costruzione di un "borgus novus" intorno al bacino del porto, nel quale trovarono dimora diversi ordini monastici e cavallereschi: i Templari presso la Chiesa di Ognissanti, i Gerosolimitani presso la Chiesa del Carmine, i Basiliani presso la Chiesa di S. Andrea e i Benedettini presso la Chiesa di San Francesco.Trani accrebbe la sua importanza anche sotto Federico II, che diede grande libertà agli Ebrei presenti in Città, maestri nel commercio e nella finanza. Lo stesso Imperatore, a tutela della sua sicurezza, fece costruire un possente Castello e la cinse di nuove mura, più grandi delle precedenti, interessando anche il lato mare.

Questo felice momento di Trani terminò con la dominazione degli Angioini e con i cattivi rapporti che questi ebbero con Venezia nel XIV secolo. La grande crisi economica che ne derivò, impoverì Trani sia nel numero di abitanti che nelle possibilità commerciali.

Il XV secolo, grazie all'arrivo degli Aragonesi e alla politica di Ferdinando I, che aprì tutti i porti del Regno di Napoli ai mercanti genovesi, veneziani, catalani, fiorentini, ravellesi, amalfìtani, vide una ripresa per Trani dei suoi traffici commerciali. Poi tornarono gli anni bui con la dominazione veneziana (1496 - 1528 non continua) e, solo con l'arrivo del re spagnolo Filippo II nel 1586, Trani riprese a primeggiare diventando capoluogo della Terra di Bari, e venne scelta come sede della Sacra Regia Udienza. Cambiano cosi le abitudini, e da grande centro marittimo e commerciale, Trani diventa la principale città della Provincia non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello giuridico e culturale sviluppando una grande borghesia intellettuale. Sulla scia di questi avvenimenti, Filippo III istituisce una Università di studi giuridici e nasce l’Accademia dei Pellegrini, che ebbe il merito di avviare nella città l'arte della stampa e del teatro. Non a caso, nel 1792 Trani ebbe uno dei primi teatri del Regno di Napoli, il teatro "San Ferdinando " (poi Comunale).

Ma lo scoppio della Rivoluzione Francese ed i conseguenti moti del 1799, causarono la nuova decadenza della Città che, dopo due secoli, per l'appoggio dato al regno borbonico, perse la Sacra Regia Udienza nel 1808 e, poco dopo, il capoluogo di provincia. Nel 1817, Trani fu comunque scelta come sede della Gran Corte Civile con giurisdizione sulle Terre di Bari ed Otranto, che in seguito cambiò il nome in Corte d’Appello delle Puglie comprendendo anche la Capitanato e, all'ombra della Cattedrale, e vi rimase fino al 1923.

 
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