La casa dorata e il desertodi Dino Pirri
In occasione della 42a Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il prossimo 1° gennaio, Papa Benedetto XVI ci invita a riflettere sul rapporto tra la lotta alla povertà e la ricerca sincera della pace, riprendendo e sviluppando le parole di Giovanni Paolo II, per la giornata del 1993.
Con il suo messaggio dal titolo “
Combattere la povertà, costruire la pace“, il Santo Padre, gettando uno sguardo sul complesso fenomeno della globalizzazione, vuole ribadire la necessità della costruzione della pace, che trovi come presupposto la giustizia, la solidarietà e la corresponsabilità globale.
Nel documento pontificio vengono affrontate alcune drammatiche questioni nodali delle povertà odierne, quali lo sviluppo demografico, la diffusione delle malattie pandemiche (specie l’Aids), la condizione dei bambini, la corsa agli armamenti e la crisi alimentare. E dalla sua lettura emerge l’urgenza di uscire dalle logiche miopi, egoistiche e ideologiche, per abbracciare una «globalizzazione finalizzata agli interessi della grande famiglia umana».
Il Papa afferma che la globalizzazione, dalle potenzialità ambivalenti, deve essere governata da «una forte solidarietà globale tra Paesi ricchi e Paesi poveri, nonché all’interno dei singoli Paesi, anche se ricchi. È necessario un “codice etico comune”, le cui norme non abbiano solo un carattere convenzionale, ma siano radicate nella legge naturale inscritta dal Creatore nella coscienza di ogni essere umano (cfr. Rm 2,14-15)». E continua: «La globalizzazione elimina certe barriere, ma ciò non significa che non ne possa costruire di nuove; avvicina i popoli, ma la vicinanza spaziale e temporale non crea di per sé le condizioni per una vera comunione e un’autentica pace. La marginalizzazione dei poveri del pianeta può trovare validi strumenti di riscatto nella globalizzazione solo se ogni uomo si sentirà personalmente ferito dalle ingiustizie esistenti nel mondo e dalle violazioni dei diritti umani ad esse connesse».
Raccogliendo l’insegnamento e la sollecitazione del Santo Padre, l’Azione Cattolica dei Ragazzi, in collaborazione con Altromercato, ha deciso di entrare nel mondo del commercio equo e solidale, proponendo l’acquisto di una simpatica borsa in juta e di altri generi alimentari, prodotti nel Sud del mondo, affinché, nei gruppi, si possa avviare una riflessione sull’importanza di una spesa giusta e aperta ad una logica di mercato sostenibile e non alienante.
Attraverso questa iniziativa di carità, promossa proprio nel mese della pace, con lo slogan “La pace conviene“, si cercherà innanzitutto di aiutare i fanciulli e i ragazzi ad orientare i propri desideri e le scelte, secondo criteri di libertà rispetto all’effimero e all’inutile, verso un’attenzione all’essenziale e al sostenibile; in secondo luogo, sarà presentata la possibilità di una economia fondata sul dialogo, sulla trasparenza e sul rispetto della persona, attraverso una ricerca di maggiore equità tra Nord e Sud del mondo; infine, unendo le forze e i cuori, si darà anche sostegno economico ad alcuni progetti di sviluppo in Paraguay e Bangladesh.
Benedetto XVI conclude il suo messaggio con un’immagine forte quanto eloquente: «Nell’attuale mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità di una crescita ragionevole: le distorsioni di sistemi ingiusti, infatti, prima o poi, presentano il conto a tutti. Solo la stoltezza può quindi indurre a costruire una casa dorata, ma con attorno il deserto o il degrado».
Per il messaggio della 42° Giornata Mondiale della Pace:
http://www.campchabad.com/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html